La
“Dattiloscopia” è la scienza delle “impronte
digitali”. Che cosa è una impronta digitale ? E’
la traccia lasciata del Dito e Palmo della mano
e, Piede, messi a contatto con una superficie
qualunque; è formata da un disegno
rappresentante le “creste papillari”.L’impronta
digitale è “si può affermarlo” la traccia più
importante fra quelle di cui si avvalgono tutte
le Polizie. Sapere da quando essa ha servito di
segno d’identificazione è impossibile poiché, se
è vero che è soltanto all’inizio del xx° secolo
che le Polizie del mondo e la Giustizia hanno
cominciato a considerarla come prova
sufficiente, è altrettanto vero che sono state
ritrovate nelle opere d’Arte e dei documenti,
specialmente in Asia e che risalgono a diverse
centinaia d’anni e che portavano, come firma
dell’Autore, una delle sue impronte digitali.
L’impronta digitale è PERSONALE, cioè è
impossibile scoprire due impronte identiche
appartenenti ad individui diversi : essa è
dunque, rappresenta la firma personale di colui
che l’ ha prodotta. E’ dimostrato che
occorrerebbe un numero eccessivamente più
elevato di persone viventi attualmente nel
nostro pianeta per trovare due impronte
identiche. I più famosi Criminologi hanno
proceduto ad esperienze e studi per sapere se
era possibile trovare due impronte uguali, la
risposta fu negativa. L’impronta digitale non
sparisce mai, né con le scottature né con lo
strofinamento né con qualunque altro mezzo “essa
è indelebile”. Le “Creste papillari” non sono
certo soggette a sparire da sole “esse si
manifestano già nel feto di 3 mesi e sussistono
fino alla morte dell’individuo” . L’impronta
digitale è immodificabile e inimitabile.
L’impronta digitale è dunque : personale,
indelebile, immodificabile, inimitabile.
Esistono “quattro + cinque” tipi fondamentali,
di impronte digitali, che sono : “gli archi, i
monodelta interni, i monodelta esterni,
vorticilli” e, gli speciali : “accidentali,
archi a tenda, monodelta a racchetta, vorticilli
accoppiati in forma di S, vorticilli accoppiati
in forma di U”. L’identificazione, la
colorazione, l’evidenziazione delle impronte è
possibile “con reagenti secondo i supporti” si
trovano : sulla carta, sul legno, sul vetro, sul
metallo, sulla porcellana, sul cuoio, sulla
plastica, sui tessuti, ecc…. . Minimo punti di
riscontro necessari per una identificazione “17
(diciassette)”. Non è necessario trovare
impronte intere poiché un frammento contenente
17 punti di riscontro è sufficiente per
l’identificazione, meno di 17 non attribuibile
all’individuo. Per trovare due impronte
contenenti 17 punti di riscontro identici,
occorrerebbe dunque che esistessero più di 17
miliardi di impronte; ora, il numero di abitanti
essendo approssimativamente poco più di 1,5
miliardi di abitanti, ciò non fa che 15 miliardi
di impronte.
La “POROSCOPIA FORENSE” :
“scienza dei pori della pelle da qui esce il
sudore”
“Tecnica integrante di Polizia Scientifica”
La
pelle è interamente disseminata di pori ed è da
essi che esce il sudore. Un solo frammento di
pochi millimetri quadrati può individuare il
colpevole grazie all’esame poroscopico.
Esternamente, essi assumono la forma di
minuscoli crateri e sono visibili quando il
prelevamento dell’impronta è realizzato
correttamente. “Come le creste papillari, anche
i PORI sono personali”. I sistemi di
Identificazione operati e conosciuti dal
sottoscritto “Dattiloscopiche e Poroscopiche”,
sono : metodo Prof. Dr. Edmund Locard “Francia,
Belgio” metodo Vucetich “Argentina ed America
del Sud” metodo Galton Henry “India, Inghilterra
e Colonie” metodo Pottecher “Indonesia” metodo
Balthazar, Bayle, Rudy “Francia